ArticoliRottamazione Cartelle Agenzia Entrate: guida completa per l’annullamento

23 Aprile 2019by mbersanilaw0
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La rottamazione cartelle esattoriali di Agenzia Entrate (ex Equitalia), è un realtà molto diffusa a cui vi è certamente rimedio.

Diversi sono infatti gli elementi e i vizi idonei a giustificare l’annullamento totale delle cartelle e dei debiti.

Attenzione: è bene tener conto, in primo luogo, che di base (poi vedremo le eccezioni), che ogni contestazione avverso la cartella notificata può essere avanzata entro 60 giorni dal suo ricevimento. Successivamente a tale termine, la cartella diventa definitiva (quindi, salvo quanto si dirà sotto, ogni ulteriore contestazione può essere mossa eventualmente per atti successivi, ma non direttamente contro la cartella).

Questo è uno dei tantissimi motivi per cui è bene evitare il “fai da te”, ma rivolgersi a professionisti qualificati in merito. Il Nostro Studio, in particolare, offre assistenza in merito a tale Rottamazione Cartelle e annullamenti, come qui meglio descritto.

Per fare annullare la cartella di pagamento anche oltre il termine di 60 giorni dal suo ricevimento, si procede con un Ricorso stragiudiziale. La richiesta di sgravio si chiama tecnicamente “ricorso in autotutela”. Questo nome è dovuto al fatto che, con questa istanza, il contribuente mette l’amministrazione nella condizione di tutelare sé stessa correggendo l’atto illegittimo ed evitando di essere citata in un giudizio che la vedrebbe di certo soccombente.

Qualora, nel termine concesso, l’Agenzia Entrate non provveda in autotutela, si procedà per via giudiziale.

Per tutti i crediti derivanti da imposte è competente la Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso va presentato entro 60 giorni dal ricevimento della cartella (o dal primo atto conoscitivo).

Per i crediti da contributi previdenziali è competente il tribunale, sezione lavoro. Il ricorso va depositato entro 40 giorni.

Per i crediti da sanzioni amministrative e contravvenzioni (multe stradali) è competente il giudice di pace. Il ricorso va esperito entro 30 giorni.

Diversi sono i vizi che possono essere fatti valere: decadenze, notifiche errate e/o mai avvenute, cancellazioni ex lege come da ultimo Decreto Pace Fiscale (con la cancellazione dei debiti dal 2000-2010 sino a 1.000€), e via dicendo.

Uno dei vizi più diffusi da far valere davanti al Giudice è la Prescrizione. Le cartelle, in particolare, come da ultima più recente Giurisprudenza di fine 2018, si prescrivono indistintamente in 5 anni.

Per far valere la prescrizione non ci sono, ovviamente, i termini di cui abbiamo parlato prima. Quindi, una cartella pervenuta diversi anni fa può sempre essere annullata per prescrizione (del resto, se si agisse nei 60 giorni dalla notifica, di certo non si sarebbe ancora formata la prescrizione).

Hai dunque dei debiti rimasti pendenti?  Contattaci ORA e fai valere i tuoi diritti.

mbersanilaw

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