ArticoliRecupero crediti: il creditore può accedere alla ricerca telematica dei beni da pignorare?

26 Giugno 2018by mbersanilaw0
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Il creditore istante ai sensi del secondo comma dell’art. 155 quinquies disp. att. c.p.c. può chiedere di essere autorizzato ad accedere direttamente alle banche dati della p.a. od alle quali quest’ultime possono accedere, ed all’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, fino alla pubblicazione sul portale dei servizi telematici del ministero della giustizia dell’elenco delle banche dati per le quali è possibile l’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario?

La soluzione: SI, il creditore può accedere alle Banche Dati Pubbliche per ricercare i beni da pignoramento, a mezzo avvocato.

Il giudice delegato dal presidente del tribunale, in accoglimento dell’istanza ex art. 492bisc.p.c. autorizza l’accesso diretto dell’istante alle banche dati pubbliche con decreto emesso ai sensi dell’art. 155 quinquies disp. att. c.p.c., a tale fine rilevando che l’art. 155 quater disp. att. c.p.c. nella sua formulazione vigente dispone che le pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati contenenti informazioni utili ai fini della ricercadi cui all’art. 492bisc.p.c. mettono a disposizione degli ufficiali giudiziari gli accessi, con le modalità di cui all’art. 58, D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, su richiesta del Ministero della giustizia.

Il Ministero della giustizia pubblica sul portale dei servizi telematici l’elenco delle banche dati per le quali è operativo l’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario per le finalità di cui all’art. 492 bis c.p.c.

Quali sono in particolare tali Banche Dati?
Citiamo, a titolo esemplificativo: Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Banca d’Italia, Poste Italiane.

Ciò premesso, l’art. 155 quinquies disp. att. c.p.c. prevede che quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’art. 492 bis c.p.c. ed a quelle individuate con il decreto di cui all’art. 155 quater, comma 1, disp. att. c.p.c. non sono funzionanti, il creditore, previa autorizzazione a norma dell’art. 492bis, primo comma, c.p.c., può ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo e dall’art. 155 quater disp. att. c.p.c. le informazioni nelle stesse contenute. Inoltre la disposizione di cui al primo comma dell’art. 155 quinquies si applica, limitatamente a ciascuna delle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso l’archivio dei rapporti finanziari, nonché a quelle degli enti previdenziali, sino all’inserimento di ognuna di esse nell’elenco di cui all’art. 155 quater, primo comma, disp. att. c.p.c.

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mbersanilaw

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