E’ legittimo licenziare a mezzo semplice email?

La sentenza della Corte di Cassazione n. 29753 del 12 dicembre 2017 ha affermato che l’invio di una lettera email contenente il provvedimento di licenziamento vale come atto scritto se il datore di lavoro prova che la stessa è stata ricevuta dal lavoratore. L’A., ponendo a confronto gli orientamenti giurisprudenziali, ritiene, tuttavia, che la questione interpretativa non può essere risolta solo sul piano dell’assimilazione dello strumento di divulgazione informatico all’atto scritto, ma debba interessare anche il versante della rigorosa prova cui è tenuto il datore di lavoro per sostenere la provenienza e la concreta conoscibilità del provvedimento espulsivo.

La Corte, tuttavia, affronta la problematica connessa alla mancanza di forma scritta della email di licenziamento. In particolare, l’estensore sostiene che il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di sistemi specifici, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità. In sostanza – continua la pronuncia – l’invio di una lettera email contenente il provvedimento di licenziamento vale come “atto scritto”, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 604/1966, se il datore di lavoro prova che la stessa è stata ricevuta dal lavoratore.

Attenzione.
Tale sentenza non costuisce un principio cardine invalicabile, tant’è che la maggioritaria giurisprudenza esprime un parere difforme – e, a parere di questo Studio Legale, correttamente.

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