Danni causati da animali randagi: chi paga il risarcimento?

Il numero delle cause per risarcimento danni derivanti da aggressioni di  cani randagi a pedoni, ciclisti e motociclisti è in continua crescita a causa dell’aumentare del fenomeno del  randagismo.

Uno dei problemi più frequenti per questo tipo di cause è quello dell’individuazione del soggetto da citare in giudizio.  Chi è il soggetto passivo il Comune o l’Azienda Sanitaria Locale?
IL CASO.
La vicenda esaminata  trae origine dalla richiesta  di risarcimento danni formulata dai genitori di una bambina minorenne a seguito dell’aggressione subita da due cani randagi.
In giudizio venivano citati il Comune di Gela  e la Azienda Sanitaria Locale.
Il Tribunale accoglieva la domanda e condannava entrambi gli Enti  al risarcimento dei danni in favore degli attori. La sentenza di primo grado veniva confermata in appello.
Avverso la sentenza di secondo grado proponeva ricorso  per Cassazione la Azienda Sanitaria Locale  deducendo fra l’altro che in base alle  disposizioni normative della Regione Sicilia ad essa sono affidati esclusivamente compiti specialistici di natura sanitaria e non la cattura e la custodia dei cani randagi e vaganti e pertanto in virtù della suddetta normativa sarebbe da  escludersi una sua diretta responsabilità per i danni causati alla popolazione dagli animali randagi.

LA DECISIONE.
Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12495/2017 depositata il 18 maggio 2017, decide che:

1. ribadito il principio secondo il quale: “la responsabilità per i danni causati da cani randagi spetti esclusivamente all’ente, o agli enti, cui è attribuito dalla legge (ed in particolare dalle singole leggi regionali attuative della legge quadro nazionale n. 281/1991)”;

2. Poiché la legge quadro statale n. 281/1991 non indica direttamente a quale ente spetta il compito di cattura e custodia dei cani randagi, ma rimette alle Regioni la regolamentazione concreta della materia, occorre analizzare la normativa regionale, caso per caso;

Pertanto la Cassazione ha accolto il ricorso della ASL,  confermando la condanna al risarcimento dei danni  nei soli confronti del Comune, in quanto  la legge della Regione (Sicilia, in questo caso) attribuisce esclusivamente ai comuni il compito di cattura dei randagi e della custodia degli stessi nelle apposite strutture, mentre alla ASL sono attribuiti semplici compiti di generale controllo della popolazione canina.

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