ArticoliIl caso “Banca Popolare di Vicenza”: come tutelarsi se le Banche “rubano” ai risparmiatori?

8 Febbraio 2017by mbersanilaw0
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La vicenda di Banca Popolare di Vicenza accende i riflettori sulle tutele che i risparmiatori /azionisti /investitori possono porre in essere, al fine di vedersi rimborsare del 100% dei propri risparmi in titoli.

Piccola premessa: il caso di Banca Popolare di Vicenza.

Centinaia di migliaia di persone, aventi conti correnti deposito presso la Banca Popolare di Vicenza, erano anche titolari di azioni della stessa (alcuni consapevolmente, altri inconsapevolmente).
Dopo la vicenda balzata alle cronache, tutti questi risparmi si sono visti pressochè azzerare.
Una cosa simile, per certi versi, è accaduta ai soci delle quattro banche Etruria, Marche, Carichieti e Cariferrara che, poco più di un anno fa, hanno subito l’azzeramento dei propri titoli (insieme alle obbligazioni subordinate) nell’ambito del salvataggio col burden sharing (la suddivisione degli oneri).

La nuova gestione di BPVI ha dunque deciso di offrire un indenizzo (non un risarcimento, si badi bene), per ristorare – in parte – le perdite subite dai risparmiatori.
Nel dettaglio, la Banca Popolare di Vicenza ha deciso di offrire 9 euro ad azione in cambio della rinuncia ai contenziosi con la banca. L’offerta di transazione, si legge in una nota, “è rivolta a 94 mila azionisti, e si chiuderà il 22 marzo (ma può essere estesa al 30 giugno).

CHE FARE? I consigli.
I clienti-soci hanno due alternative.
O intentare causa alla Banca per ottenere i rimborsi del 100% del valore originario delle azioni,  sempre ammesso che nel frattempo non sia dichiarato fallimento,
O accettare la transazione proposta dal nuovo vertice e dal fondo Atlante.

Chiunque sia stato danneggiato da tale vicenda della Banca vicentina (ma il discorso può estendersi, se ne ricorrono i presupposti, anche a casi di altri Istituti di Credito, quale ad es. Veneto Banca),  può  intentare causa contro la Banca per ottenere il 100% del valore originario delle azioni, oltre al risarcimento del danno patito.

Infatti, se la perdita economico-patrimoniale subita dal risparmiatore sia direttamente imputabile alla condotta della Banca, nella figura dell’amministrazione pro tempore, il risparmiatore ben potrà ottenere una vittoria in giudizio, sia perchè al momento della sottoscrizione del contratto non ha ricevuto idonea informativa sui rischi connessi al titolo (sul punto, si osserva che ciò andrà dimostrato allegando il contratto sottoscritto con la Banca), sia perchè la perdita economica subita non è dovuta al normale andamento dei titoli sul mercato azionario, ma a condotte penalmente rilevanti degli amministratori della Banca.

Lo Studio rimane a disposizione di chiunque fosse interessato per valutare eventuali ricorsi, di cui si prevede una forte ondata nei prossimi mesi, se la proposta transattiva di BPVI dovesse saltare.

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A cura di:
IRAfkKN_

mbersanilaw

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