ArticoliMedico del Pronto Soccorso non visita? Scatta reato di rifiuto di atti di ufficio

7 Dicembre 2016by mbersanilaw0
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Caso emblematico nonchè frequente, nelle situazioni di Pronto Soccorso.

Una signora si presentava di notte al Pronto Soccorso lamentando un forte dolore al braccio sinistro causatole da una caduta accidentale.

Il medico di servizio, nonostante i vari solleciti del personale infermieristico, non visitava la paziente limitandosi a prescriverle un antidolorifico ed invitandola, nel contempo, a rimanere in sede fino alle ore 8:00, coincidente con il cambio turno del personale sanitario, per l’esecuzione della radiografia.

L’infortunata, dopo essere tornata a casa, si ripresentava al suddetto orario presso il P.S. dove – all’esito delle risultanze radiografiche – le veniva diagnosticata una frattura scomposta dell’omero sinistro, da cui la conseguente sottoposizione ad intervento chirurgico.

Alla luce dei suddetti fatti il Collegio di merito confermava la sentenza del Tribunale con cui era stata disposta la condanna del medico per il reato di cui all’ articolo 328 codice penale avendo rifiutato di visitare la paziente.

Tra le motivazioni addotte quella per cui il rinvio della visita, con relativo esame diagnostico, era stato funzionale a spostare l’incombente su altro medico che sarebbe subentrato in occasione del successivo turno lavorativo. Di qui la connotazione indebita del rifiuto, non rappresentativo di una discrezionalità tecnica quanto, piuttosto, di una omessa valutazione dell’urgenza dell’atto d’ufficio.

La decisione della Corte

In tema di rifiuto di atti di ufficio, il carattere di urgenza dell’atto ricorre nel caso del medico in servizio di guardia che sia richiesto di prestare il proprio intervento da personale infermieristico e medico con insistenti sollecitazioni, non rilevando che il paziente non abbia corso alcun pericolo concreto per effetto della condotta omissiva.

Questo, in estrema sintesi, il decisum in commento. Né il differimento della visita – proseguono gli Ermellini – può ritenersi legittimo esercizio della discrezionalità del sanitario per il fatto che l’esame radiologico non avrebbe potuto essere espletato durante la notte, ma soltanto al mattino seguente.

Difatti, pur in tale situazione, costituiva preciso dovere del medico di turno verificare senza indugi le condizioni della paziente e formulare una prima diagnosi, così da scongiurare patologie di intensità tale da richiedere un intervento sanitario tempestivo e non dilazionabile al giorno successivo.

Nel confermare la sentenza gravata i Giudici di legittimità ritengono corretta la sussunzione dei fatti sub articolo 328 codice penale avendo il medico rifiutato la visita della paziente che aveva il dovere di eseguire quale sanitario del Pronto Soccorso; ciò a maggior ragione allorquando si tratti, come nel caso in specie, di persona non più giovane (ultrasettantenne) che accusi un dolore acuto (indicato come di intensità 9 in una scala da 1 a 10) ed a fronte delle reiterate sollecitazioni del personale infermieristico, dunque di personale qualificato ed in grado di valutare l’effettiva necessità della visita immediata da parte del medico.

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A cura di:

IRAfkKN_

 

mbersanilaw

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