ArticoliContratti di convivenza: le prime indicazioni dal Ministero

8 Giugno 2016by mbersanilaw0

Con Circolare n. 7 del 1° giugno 2016 indirizzata alle anagrafi comunali il Ministero dell’Interno ha diramato le prime indicazioni operative sugli adempimenti in materia di convivenze di fatto conseguenti all’entrata in vigore della Legge 20 maggio 2016, n. 76, recante “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.

Per conviventi di fatto si intendono “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”.

La Legge n. 76/2016 ha attribuito ai conviventi la facoltà di regolare i propri rapporti patrimoniali mediante un contratto di convivenza con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o avvocato, che ne attesta la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Entro 10 giorni il legale trasmette copia del contratto al comune di residenza dei coniugi ai fini della registrazione in anagrafe e la conseguente opponibilità dell’atto ai terzi.

Per l’accertamento della stabile convivenza si deve fare riferimento alla dichiarazione anagrafica di cui all’art. 4, e alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 13 del regolamento anagrafico.

L’attività degli uffici anagrafici riguarderà l’iscrizione delle convivenze di fatto, la registrazione dell’eventuale contratto di convivenza ed il rilascio delle relative certificazioni.

L’iscrizione delle convivenze di fatto dovrà avvenire secondo le procedure già regolate dall’ordinamento anagrafico (artt. 4 e 13 del D.P.R. n. 223/1989).

Per la registrazione del contratto di convivenza l’ufficiale anagrafico del comune di residenza dei coniugi, ricevuta copia del contratto di convivenza trasmessa dal legale, dovrà:

  • registrare, nella scheda di famiglia dei conviventi oltre che nelle schede individuali, la data e il luogo di stipula, la data e gli estremi della comunicazione da parte del legale;
  • assicurare la conservazione agli atti dell’ufficio della copia del contratto.

La risoluzione del contratto di convivenza può avvenire nei seguenti casi:

  • accordo delle parti;
  • recesso unilaterale;
  • matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra uno di essi ed altra persona;
  • morte di uno dei contraenti.

Al verificarsi di una delle cause di risoluzione, l’ufficiale di stato civile dovrà provvedere alla relativa registrazione.

Infine, il Ministero raccomanda che nel rilascio delle certificazioni anagrafiche siano osservate le norme del Codice della Privacy (d.lgs. n. 196/2003), garantendo il rispetto della dignità delle parti del contratto di convivenza.

 

mbersanilaw

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Studio Bersani

Studio Bersani, 2013 - P.IVA 04142640236 - All rights reserved.
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com
error: Copyrighted content.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close