ArticoliSenzatetto ruba per fame: non è furto

9 Maggio 2016by mbersanilaw0

Tale sentenza, che forse appare a molti come “ovvia”, in realtà costituisce un notevole passo in avanti nel percorso di umanità giuridica.
E’ vero, infatti, che da tempo si discute in giurisprudenza sul concetto di “stato di necessità” quale causa di giustificazione della condotta penalmente rilevante.

Il soggetto disoccupato, senza soldi e costretto a dormire per strada, che cerchi di rubare pochi pezzi di formaggio e wurstel dal supermercato non commette furto. E’ quanto emerge dalla sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione del 2 maggio 2016, n. 18248.

Il caso vedeva un senzatetto straniero essere sorpreso dal personale di un supermercato mentre infilava in tasca due porzioni di formaggio ed una confezione di wurstel del valore complessivo di 4 euro. I giudici del merito ritenevano responsabile l’uomo del reato di furto, sebbene attenuato ai sensi dell’art. 62, n. 4, c.p.

Di contrario avviso sono gli ermellini i quali stabiliscono che l’uomo, a causa delle disagiate condizioni di vita, deve essere considerato non punibile, avendo solo cercato di rubare i pochi generi alimentari per far fronte ad una immediata ed imprescindibile esigenza di alimentarsi.

Sussiste, quindi, la causa di giustificazione dello stato di necessità che impone l’annullamento della sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.

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A cura di:

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