ArticoliCoupon acquistato online? Danno da vacanza rovinata in caso da overbooking dell’hotel

22 Ottobre 2015by mbersanilaw0

Una nuovissima e importante Statuizione si affaccia nel mondo dei “coupon” (pacchetti promozionali), le ormai note offerte online proposte su una gamma di siti in continua evoluzione, affascinante attrattiva di tanti consumatori virtuali; ebbene, dopo la Sentenza del Giudice di Pace di Taranto del dì 11.05.2015, la quale ha sancito la vessatorietà della clausula del coupon che stabilisce, nell’ipotesi di reclamo sulla fruizione dell’offerta acquistata, l’obbligo per il consumatore di rivolgersi esclusivamente al Commerciante in virtù del fatto che chi vende il coupon si limita meramente a fornire il coupon stesso, sposa la teoria del risarcimento del danno da “vacanza rovinata” anche il Giudice di Pace di Napoli.

Invero, il predetto Giudicante con Sentenza 28288/15 del 27.7.2015 ha condannato in seguito ad un inadempimento posto in essere da una nota Società emittente di coupon, non solo al mero rimborso del “coupon” non goduto (causa overbooking della struttura convenzionata), ma anche al risarcimento del danno per la vacanza rovinata.

Il caso

Con atto di citazione ritualmente notificato, la Sig.ra Chiara, conveniva in giudizio dinanzi il Giudice di Pace di Napoli, la Società G. srl – in persona del legale rappresentante p.t. -, per sentirla condannare al risarcimento dei danni per responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, in seguito all’acquisto di n. 2 coupon (pacchetti promozionali) entrambi consistenti in un personattemento per due persone presso la struttura A. Resort (Capaccio), in un giorno a scelta tra venerdì sabato e domenica, nel periodo compreso tra il 25.11.2012 e il 25.03.2013, con colazione e pranzo inclusi, al prezzo complessivo di €98,00#; tale soggiorno andava previamente prenotato presso la struttura alberghiera, con la quale l’istante più volte prendeva contatti telefonici; la stessa, replicava sempre di non avere disponibilità ovvero accettava la prenotazione per poi disdirla pochi giorni dopo. Tale circostanza si protraeva sino al 12.04.2013 quando il Resort A. comunicava di avere disponibilità solo nel settembre 2013, pertanto veniva scelta e concordata una data tra quelle possibili. Si verificava che pochi giorni prima della partenza, l’albergo contattava la Sig.ra Chiara per comunicarle l’impossibilità a rendere il servizio oggetto del pacchetto promozionale acquistato. L’istante si vedeva quindi costretta a rinunciare ai coupon acquistati e chiedeva contestuale rimborso alla Società G. srl, la quale replicava di non poter rimborsare il coupon poiché scaduto.

Alla luce di quanto sopra, la Sig.ra Chiara, adiva l’autorità giudiziaria chiedendo di dichiarare l’inadempimento delle obbligazioni scaturenti dai due coupon e per l’effetto condannare la Società G. srl al rimborso della somma di €98,00#, nonché al risarcimento del danno da vacanza rovinata nei limiti di €1.000#, vinte le spese di lite.

La Società G. srl non si costituiva, pertanto, se ne dichiarava la contumacia.

Ammesse e assunte le prove dedotte dall’istante, sulle conclusioni di cui sorpa e previa discussione, la causa veniva assegnata a Sentenza il 15.04.2015.

La decisione

Il caso è stato deciso con Sentenza del 27.07.2015 dal Giudice di pace di Napoli – nella persona della Dott.ssa Rosetta Miele -, che ha condannato la Società G. srl al il rimborso della somma pagata per l’acquisto di due “coupon” a titolo di risarcimento danni patrimoniali, oltre al risarcimento danni non patrimoniali, oltre al pagamento delle spese processuali.

Alla base della predetta Statuizione, vi è la prova testimoniale offerta dal Sig. Luca – fidanzato della Sig.ra Chiara – , il quale confermava di aver avuto diversi contatti telefonici con la struttura alberghiera de quo, e che, peraltro, pur disponendo di e-mail di conferma di prenotazione, all’avvicinarsi della partenza, contattava l’albergo e scopriva che all’indirizzo indicato vi era ben altra struttura, venendo altresì a conoscenza che A. Resort non esisteva più e che la seconda struttura aveva messo a disposizione delle proprie camere al fine di ultimare i suddetti coupon; inoltre gli veniva proposto di soggiornare in quest’ultima struttura ma a tariffa intera ordinaria.

A questo punto, il Sig. Luca chiedeva rimborso del coupon ma senza esito. A parere dell’on.le Giudicante appareva quindi evidente la responsabilità della Società G. srl, la quale avrebbe dovuto controllare la veridicità delle informazioni presenti sulle brouchure prima di consigliare tali pacchetti ai consumatori. Pertanto, riteneva sussistente la responsabilità del prestatore del servizio che assume un’obbligazione di risultato e che nel caso di specie aveva fornito un alloggio non conforme alle richieste e a quanto ragionevolmente poteva attendere un turista di media aspettativa come la Sig.ra Chiara. Il convenuto G. srl si era quindi reso inadempiente agli obblighi contrattualmente assunti, non dimostrando l’impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Inoltre, l’On.le Giudicante riteneva che l’istante ha dimostrato di aver subito un pregiudizio sostanziatosi nel disagio e nell’afflizione di non aver potuto godere delle vacanze come occasione di piacere, di svago o riposo, oltre ai sofferti disagi psicologici; per di più, il gradevole svolgimento della vacanza, si qualifica come un valore degno di tutela e pertanto, il danno conseguente al suo mancato godimento assume una specificità tale da giustificarne l’indennizzo.

Inoltre, tale danno, viene qualificato dal Giudice di Pace di Napoli quale danno morale, giusta interpretazione dell’art.5 della Direttiva n.90/3I4/CEE, data dalla Corte di Giustizia con Sentenza n.168 del 12.3.2002: il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione del viaggio “tutto compreso”.

Per tali motivi, l’Ill.mo Giudice di Pace di Napoli ha condannato la Società G. srl – in persona del legale rappresentante p.t. -, al pagamento in favore della Sig.ra Chiara della somma di €598,00#, ci cui €98,00# per il rimborso della somma pagata per l’acquisto di due “coupon” a titolo di risarcimento danni patrimoniali, ed €500,00# a titolo di risarcimento danni non patrimoniali, oltre interessi legali dal deposito della Sentenza sino al soddisfo, oltre al pagamento delle spese processuali.

***

A cura di:

IRAfkKN_

 

mbersanilaw

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Studio Bersani

Studio Bersani, 2013 - P.IVA 04142640236 - All rights reserved.
error: Copyrighted content.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close